il blog da 11/2/2026

Il blog (già blog del Comitato di quartiere S.Albino S.Damiano) torna ad essere un blog personale. Non riesco più a partecipare alle riunioni per motivi essenzialmene di salute. Continuerò a pubblicare notizie di interesse per i due quartieri (comprese ovviamente eventuali comunicazioni del Comitato). Grazie Paolo Teruzzi

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16/06 RIUNIONE DEL COMITATO DI QUARTIERE S.ALBINO SUL BILANCIO PARTECIPATIVO

Nella serata di ieri il nostro Comitato si è riunito in Cascina Bastoni. Le tematiche principali  erano due:


- BILANCIO PARTECIPATIVO

- Preparazione dell'Assemblea del 20/6 sulla DISCARICA di SAN DAMIANO


Il bilancio partecipativo promosso dal Comune di Monza mette a disposizione 800.000 euro per finanziare progetti emergenti dai Quartieri (80.000 euro per ciascuno dei 10 quartieri). Il meccanismo è molto innovativo e prevede dei passaggi temporali molto rigidi. Un ruolo fondamentale è  affidato alla rete perchè i progetti andranno sostenuti dai cittadini mediante un voto via web.
Nell'ultima riunione della consulta di S.Albino noi del Comitato abbiamo avanzato alcune obiezioni. In primo luogo la tempistica così serrata per cui entro il 30/6 occorre già proporre i progetti. Dopo secoli di abbandono ora siamo chiamati a continue rincorse mentre in realtà la ricostruzione di un tessuto connettivo e di una attitudine di collaborazione dei vari organismi del quartiere richiederebbe invece un tempo lungo e congruo.

In secondo luogo ci si propone un meccanismo di voto che rischia di produrre risultati paradossali e magari poco rispondenti alle esigenze collettive del quartiere. Senza fare ipotesi malevole si immagini semplicemente che a S.Albino esista un forte gruppo numismatico che decida di utilizare gli 80.000 Euro per coniare una moneta commemmorativa del palio. Avendo un numero importante di persone che cliccano sul portale il progetto passerebbe pur essendo evidente la sua finalità "di parte".
Queste erano le obiezioni da noi (Comitato) avanzate in Consulta. Alla fine comunque tutti avevamo deciso di stare al gioco e la Consulta aveva prodotto una lunga serie di proposte. Alla fine si era deciso però di non limitarsi all'inserimento online ma di presentarle anche alla valutazione di tutta la popolazione in una Assemblea pubblica.

Ieri sera il Comitato ha ripreso le varie proposte emerse.
In modo succinto c'è una serie di interventi di tipo urbanistico e viabilistico.
La sistemazione dell'insostenibile semaforo di Via Adda (???!!!!). La riqualificazione di Via Mameli, Piazza Pertini, Piazzetta Marco d'Agrate, Centro storico perché diventino uno spazio in cui si possa passeggiare, incontrarsi, sedere, dialogare con maggiore tutela soprattutto dei bambini delle scuole.
Da qui un ulteriore collegamento di tipo ciclopedonale che porti in sicurezza al parco giochi di Via Guardini.
Tutta la zona a nord del quartiere dovrebbe essere protetta da una ulteriore pista ciclopedonale con doppio filare di alberi che vada dalla piscina fino allo spazio degli "Orti Comunitari". 
Due aree verdi e con spazio giochi andrebbero atrezzate anche in Via Sardegna e in Via Botticelli iniziando così a riprendere possesso di tutta l'area a est di Via Adda che sarebbe già un vero parco se non fosse abbandonata da sempre al degrado e all'abusivismo.

Ci sono proposte di utilizzo del Centro civico. Previo abbattimento della parete che ne rende angusti i locali (ed eventuale sostituzione con parete mobile)
potremmo dotare il Centro di altoparlanti e videoproiettore iniziando a riempirlo di attività culturali, videoproiezioni, cineforum ecc. prodotte dal  quartiere.

Vi sono poi proposte di tipo sociale ed educativo. Si immagina la costituzione di un Gruppo che tenga assieme i responsabili di Auser, S. Vincenzo ecc. per fare una mappatura delle situazioni di disagio del quartiere e per chiedere anche l'erogazione di contributi economici ai casi bisognosi.
La scuola e il comitato genitori propongono una serie di interventi per supportare (mediante ludoteca, laboratori teatrali ecc) gli alunni maggiormente a rischio. Propongono anche il recupero della casa del custode della scuola per adibirla a biblioteca. Di certo, al di là del dettaglio delle proposte ci pare importante l'idea di una integrazione complessiva di tutti gli spazi pubblici e sociali di Via Mameli (Centro civico, scuola, palestra e magari rilancio anche della originaria finalità sociale del Circolo). Da sempre noi immaginiamo una Via Mameli liberata dalle auto e consacrata alla vita sociale e culturale del quartiere.

Tutte le proposte nel dettaglio comunque, come da noi chiesto e come deciso dalla Consulta, verranno illustrate a tutta la popolazione in una prossima Assemblea Pubblica (di cui vi faremo sapere).


per l'Assemblea sulla discarica  Vi rimando a ulteriore post http://comitatosantalbino.blogspot.it/2014/06/riunione-del-comitato-in-vista-della.html#links



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POLEMICHE DISCARICA: FULVIA CANDELORO RISPONDE A MARCO LAMPERTI


  • Oggi alle 6:59 PM
Buon giorno Marco
ti do del tu perchè sei giovane,  io nel '77 ero già a Seveso a carotare il terreno inquinato!
Mi intrometto per rilanciare,  come ho già suggerito in altre circostanze,  che  il Comune continua a dire che non può fare nulla... e non è vero!!!
Per esempio i numeri CER per cui la CRIMO ha l'autorizzazione  riguardano una montagna infinita di rifiuti.... mentre la CRIMO continua a dire che smaltisce solo pezzi di plastica provenienti da autoveicoli e organizza gite scolastiche per far vedere come si ricicla la plastica.... ma ha l'autorizzazione per fanghi, terreni provenienti da aree inquinate...metalli pesanti, clorurati, etc...ed ho già spiegato ad Alberto  come funziona il trucco per cui i rifiuti da "pericolosi"  diventano non pericolosi, in virtù della legge sull'etichettatura. Se non sbaglio sei un ing. ambientale e queste cose non le devo certo spiegare io!! 
Spero che questo ti possa far capire del perchè la cittadinanza è preoccupata. E ribadisco che quando si definisce un PGT  deve essere chiaro a tutti che una discarica o impianto di trattamento rifiuti lo si mette in zona "industriale" confinante con altra "zona industriale"  e non in zona residenziale o mista così come oggi è classificata l'ubicazione tra Brugherio e S.Albino.
A cittadini  arrabbiati  rispondere "ho letto sul blog etc..."  fa arrabbiare ancora di più, o addirittura note da censori del tipo "non dovreste scrivere certe frasi" (mail di Montanari et al.).
I cittadini si sa, sono sanguigni, e soprattutto ignoranti, e per questo delegano; ma  se ci sono state delle irregolarità chi era all'opposizione (all'epoca)  le doveva sollevare!! Se lo ha fatto non è stato efficace ma soprattutto non ne ha informato i cittadini.... e non possiamo pretendere che  la sciura Maria  vada  a leggersi i PII, le VAS e i PGT o le determine e i verbali delle  conferenze di servizio!!

Sono certa che il tuo (vostro) intento è di venire incontro ai cittadini, anzi ti ringrazio ancora per l'interrogazione riportata per la questione scuole di S.Donato, sottoscritta da molti altri consiglieri, anche se la risposta di Marrazzo, hainoi, rientra ancora nel linguaggio di cui sopra. Se volete che i cittadini capiscano questo dovete utilizzare un linguaggio diverso, che includa, e per questo mi permetto di riscrivere le tue legittime e comprensibili opinioni con un linguaggio che ai cittadini piace di più:

1) Avevo letto proprio sul blog del Comitato San Damiano che alcune verifiche erano state effettuate e tutti parametri rientravano in quelli ammessi (hai della documentazione al riguardo?). 
Ribadisco che controlli se ne possono sempre fare e rifare, ma l'amministrazione non può contraddire ciò che Arpa e ASL ci dicono. Nel senso: dubitare della veridicità di certe misurazioni sarebbe in malafede se non supportato da opportune ragioni. 
1) Pur avendo sul blog del Comitato S.  Donato che alcune verifiche erano state effettuate e tutti i parametri rientravano in quelli ammessi, mi impegno a recuperare la documentazione per informarmi personalmente e comunque  mi stupisco che, viste le numerose lamentele, l'Assessorato competente  non abbia ancora richiesto ulteriori controlli.

2) Se ti riferisci a quello legato alla conferenza dei servizi tenuta in provincia per il rilascio dell'autorizzazione, anche io non sono riuscito a recuperarla. L'ASL non partecipò alla seconda seduta (da quel che mi ricordo), ma l'ente Provincia rilasciò comunque il permesso. In buonafede ho sempre pensato che l'ASL non avesse ravvisato problematiche legate alla salute. Spero di aver ragione. 
Fare una richiesta di verifica è comunque sempre più che legittimo. 
2) Visto il riferimento al parere dell'ASL, noi di fatto non ne siamo ancora in possesso perchè non è allegata all'atto autorizzativo e abbiamo da tempo fatto richiesta ma purtroppo non ci perviene, del resto  la ditta CRIMO ne dovrebbe sicuramente avere uno, mi farò portavoce per far si che  un nostro incaricato  ne richieda  copia. Mi scuso per la buonafede per cui davvero non pensavamo che l'apertura di un simile impianto potesse creare un tale disagio ai cittadini, e, acquisito il parere della ASL, soprattutto del servizio di medicina del lavoro, che è competente anche per l'adozione di impianti di aspirazione direttamente alla fonte, visto che al momento le emissioni non essendo tutte veicolate sfuggono al controllo dell'ARPA che si occupa prevalentemente  delle emissioni ai camini, indiremo un incontro con i cittadini, le ASL e l'ARPA per discutere meglio i dati.

3) Sinceramente non so quali strade esattamente l'Amministrazione intenda imboccare, ma - dalla mia posizione - ti dico solo che sinceramente la revoca del contratto ad oggi non mi pare possa essere praticabile (non sono un legale, ma così mi è stato spiegato), senza che questo porti la Crimo a citare in giudizio il Comune. 
3) Sebbene disdire un contratto comporti un problema per il comune, porteremo avanti INSIEME le  istanze di miglioramento richieste dai cittadini in attesa di arrivare alla scadenza del contratto e rivedere la destinazione d'uso di tale area. 

Poi i cittadini non saranno ancora contenti ma l'uso delle parole è importantissimo!

Non volevo salire sulla cattedra e fare la maestrina (riconosco la possibilità di risultare antipatica e sarcastica) ma scrivo proprio a te, e proprio perchè hai 27 anni: non usare il linguaggio di chi ti ha preceduto... la politica ha bisogno di una buona comunicazione, non di buoni comunicatori, di quelli l'Italia ne ha visti e subiti già tanti;  e forse questo educherebbe anche i cittadini che non diranno più "tanto sono tutti uguali" ma diranno : non è vero che sono tutti uguali, ce n'è uno che parla diversamente, riconosce i ritardi, chiede scusa, si meraviglia con i cittadini della lentezza delle cose, si impegna e cerca di migliorarle.
Grazie se sei arrivato a leggere fin qui  
Auguri  di buon lavoro
Fulvia

PROSEGUONO LE POLEMICHE SULLA DISCARICA: MARCO LAMPERTI RISPONDE AL COMITATO



DA MARCO LAMPERTI 



Caro Ivo, 

leggo da un e-mail inoltrata la tua perplessità riguardo alcune mie posizioni sull'impianto della Crimo. 

Su Twitter non si può mai essere precisi e ho spiegato in sintesi perché non si può annullare il contratto con la Crimo. Ora cercherò di essere più preciso in questa e-mail, così da non essere frainteso. 

Vado per punti. 

1) Vivo a meno di 800 mt in linea d'aria rispetto all'area in questione.

2) Sono assolutamente contrario alla realizzazione di quell'impianto. L'ho detto e l'ho ripetuto. Lo siamo tutti in maggioranza. 

3) Esiste, però, un problema legale non da poco. L'atto è illegittimo (non "illegale") - come si legge nella determina - perché qualcuno gestì male le cose in Comune durante la precedente amministrazione. Questo però non tutela il Comune da cause milionarie in caso di annullamento del contratto (la Crimo non c'entra nulla con una gestione sbagliata negli uffici di una sua richiesta). 

4) Piccolo inciso: fui io a convocare due sedute della Commissione Territorio - che presiedo - (circa un anno fa), per fare luce sulla legittimità di quel documento. Tutti atti poi acquisiti dalla Procura della Repubblica, vista l'indagine in corso. 

4) Fattori legati alla salute, però, non sussistono: il permesso concesso dalla Provincia non può bypassare le norme in tema di salute e sicurezza ambientale. Possiamo chiedere ulteriori verifiche eventualmente, ma sostenere che quell'impianto porterà problematiche legate alla salute è scorretto. Se fosse così la Provincia avrebbe la strada spianata per revocare il permesso, peccato però che l'Assessore all'Ambiente Sassoli abbia scaricato sul Comune questa patata bollente: evidentemente può poco. 

5) Con questo non significa che ci arrenderemo, ma ad oggi non possiamo praticare questa strada (l'annullamento del contratto), mettendo a rischio le risorse pubbliche in una situazione in cui già fatichiamo a chiudere i bilanci. Ci perderebbe la città non noi. 

In sintesi: si potesse annullare quel contratto senza conseguenze economiche per il Comune lo faremmo volentieri. 

Penso di essermi spiegato più chiaramente.

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Marco Lamperti
marco.lamperti-8307@postacertificata.gov.it


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Cara Paola, 

La parola "vittima" non l'ho usata perché pensassi alla Crimo come vittima di questa situazione, ma nel contesto di una potenziale richiesta di risarcimento danni potrebbe configurarla come tale e portare il Comune a dover ripagare cospicue somme all'azienda sopraccitata. 
Ci tengo a chiarire questo punto. 

Sulla Cascinazza era una cosa profondamente diversa: non si trattava di un contratto di locazione, ma di pretese edificatorie su diritti inesistenti (il regime dei suoli lo determinano i comuni). 

Il fatto che la Crimo debba rispettare le regole ed evitare i disagi ai cittadini è un elemento imprescindibile. 
Assolutamente imprescindibile. 

Altra cosa è la revoca di quel contratto che porterebbe con sé le problematiche suddette. Quindi comprendo la scelta dell'amministrazione di muoversi con una certa attenzione su questo fronte. 

Per sgombrare una volta per tutte il campo da eventuali dubbi: 

a) anche noi siamo assolutamente contrari a quell'impianto; 

b) pur fidandoci di ARPA e ASL, se dovesse essere riscontrato il mancato rispetto dei parametri, saremo i primi a batterci perché si trovi un'immediata soluzione;

c) quella determina non è assolutamente frutto della volontà di mantenere l'introito di circa 65mila euro di affitto (che sono decisamente pochi) che il Comune percepisce annualmente dalla Crimo. Questo deve essere molto chiaro. 

Detto questo anche noi cercheremo di vederci ancora più chiaramente sulla faccenda e visto che il 23 giugno - probabilmente - verrà trattata la Mozione di Villa in consiglio, vi invito a partecipare. 

Ti ringrazio per i documenti e ti auguro una buona serata. 
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Marco Lamperti
marco.lamperti-8307@postacertificata.gov.it

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