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Ricordando Max Squillace - Scultore
BUCHI, VITI SCOPERTE, FORATURE E ALLAGAMENTI ALLA PASSERELLA A FAGIOLO E DINTORNI
Buongiorno allora proviamo segnalandolo anche qui. Questa è la situazione della passerella ciclopedonale della rotonda a fagiolo di Viale Stucchi ingresso di Sant Albino. La pavimentazione in materiale plastico si sgretola a pezzi ad ogni passaggio in vari punti, lasciando scoperte le viti che fissavano le fasce al pavimento. Con una di queste viti un mese fa ho bucato la ruota della mia bici. Una volta riparata, il giorno 10/5 ho scritto all' assessore alla viabilità Zappalà, al Sindaco e polizia locale una mail dove chiedevo di intervenire x mettere in sicurezza il passaggio, perchè se fosse successo nuovamente avrei chiesto i danni da subito. Il giorno 11 la segreteria del sindaco ha risposto che avrebbe inoltrato la segnalazione agli uffici competenti. Bene! pensai. Da allora è passato 1 mese e ad oggi la situazione è se possibile solo peggiorata in quanto nessuno si è impegnato a mettere in sicurezza il passaggio e la pavimentazione peggiora ad ogni passaggio. Forse denunciarlo sui social porterà a fare un articolo a qualche volenteroso giornalista e magari le figuracce muovono più velocemente chi deve intervenire perchè si investono milioni di € a Sant Albino per aziende, incassando milioni nelle casse comunali ma il ritorno nelle quotidianità dei cittadini non si vede MAI ! Le ciclabili sono terra di nessuno o meglio di quei pochi che provano una mobilità sostenibile tutti i giorni, con la pioggia o con il sole, non certo di Sindaco e assessori che non hanno la minima contezza della situazione ciclabili in Città in quanto l'ultima volta che il Sindaco ha inforcato la bici per i quartieri è in campagna elettorale!
Attendiamo i prossimi siparietti elettorali .
Buona giornata .
Lettera firmata
Si allegano le foto inviateci dal concittadino.
PRESIDIO CONTRO LA MASPEROTECH SRL - CONTRO LA GUERRA E CHI LA PRODUCE
Riportiamo uan notiziia importante per il quartiere
Venerdì 29 Maggio 2026 / h 16:30 / Via Ercolano, Monza
PRESIDIO CONTRO LA MASPEROTECH SRL - CONTRO LA GUERRA E CHI LA PRODUCE
𝗠𝗼𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝗰𝗲 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮
Il 29 maggio 2026 è chiamato un nuovo sciopero generale per la Palestina e contro la guerra. Abbiamo deciso di declinare questa giornata a livello locale andando fuori dalle mura della Masperotech s.r.l. a Monza. La sua attuale sede , il cui nome è diventato sempre più noto, si trova nel quartiere periferico e popolare di Sant' Albino dal 2005, nonostante l'azienda abbia compiuto più di 100 anni dalla sua nascita.
𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝗰𝗲 𝗠𝗮𝘀𝗽𝗲𝗿𝗼𝘁𝗲𝗰𝗵?
Questa ditta da 130 milioni di fatturato all'anno si occupa di forgiatura a caldo di leghe non ferrose (alluminio, rame, titanio ed altri). Questi sono materiali leggeri e molto resistenti, ideali per molteplici campi di applicazione, tra cui quello militare. Infatti come si legge nella "Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, riferita all'anno 2025" presentata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri lo scorso 25 marzo, nel 2025 Masperotech ha richiesto di esportare componenti militari per un totale di più di 1 milione e mezzo di euro. Tra i paesi coinvolti Francia, Germania e ovviamente anche Israele ( 336.101 euro di valore delle transizioni dichiarate solo nel 2025).
Nonostante il CEO dell'azienda Ongis abbia recentemente dichiarato pubblicamente che "solo" lo 0,6 % del loro fatturato è legato al settore della difesa, consultando il documento si legge che tra le autorizzazioni emesse ci sono "coni in rame per munizioni da guerra", "corpi in alluminio impiegati per armi da guerra", ruote e componenti per carri armati ( e questi sono solo alcuni esempi).
𝗟𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗮
Se a pensar male si fa peccato ma si ha ragione, non è necessario essere del mestiere per dedurre che la recente decisione di ampliare abbondantemente l'estensione della ditta (costruendo su un terreno agricolo libero di oltre 45000 mq) e i tempi di guerra nei quali siamo immersi siano due facce della stessa medaglia. Infatti come tutti i membri della NATO anche il Governo Meloni ha approvato l’impegno a destinare il 5% del PIL alla spesa bellica entro il 2035. La guerra è un gigantesco motore economico e investire sui conflitti è da sempre un buon affare che avvantaggia pochi a scapito di molti, che siano le persone lontane che si vedranno bombardate anche grazie alla Masperotech, o gli abitanti di un quartiere monzese che si vedranno sottratto uno dei pochi lembi di terreno libero rimasti in città.
Di fronte alla propaganda subdola di chi vuole far passare la corsa al riarmo come un "male inevitabile" in questi tempi di emergenza che sembra essere perenne, non possiamo che rispondere con determinazione alla proposta di sciopero generale contro la guerra: il nemico è in casa nostra.
A fianco della Palestina e di tutti i disertori. Contro la guerra e chi la produce!
Rete Lotte Sociali MB
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Bene, ma probabilmente mancheranno i medici e le liste d'attesa resteranno chilometriche. Da trenta anni la Regione Lombardia svilisce la sanità pubblica (gratuita e universale) a favore di quella privata (a pagamento e per pochi). Ma "la gente" continua a votare chi attua queste politiche. Le case di comunità sarebbero una buona cosa se nascessero in altro contesto...
Paolo

























