Leggo il post di Tommaso Autari Musso su Facebook.
"Ieri sera a Cederna è stato inaugurato il nuovo Teatro del Cotone. 🎭
Lo storico edificio del Teatrino viene restituito alla comunità dopo decenni di abbandono.
A Monza si continua a investire in cultura e spazi di relazione. Opere a beneficio di tutti.
C’è un passaggio dell’intervento pronunciato dal Sindaco Paolo Pilotto (prosegue Autari Musso) che mi ha colpito particolarmente: “Non c’è un ‘noi’ e un ‘voi’, ma un ‘noi’ collettivo dove cerchiamo di interpretare i bisogni insieme, ascoltando la città”.
E ancora Tommaso Autari Musso: Credo che sia proprio questo il senso dell’essere una comunità: individuare e comprendere le necessità collettive, trasformandole in risposte concrete, in un miglioramento tangibile.
EVIDENTEMENTE I CONFINI DI MONZA SI FERMANO A CEDERNA
Ovviamente tutti noi gioiamo per gli amici di Cederna. Ma resta il fatto che dopo le consistenti promesse elettorali (Biblioteca, ristrutturazione Centro civico ecc.) e le promesse compensazioni dalla Elesa per la cementificazione di una vasta area coltivata (si tratta di quasi un milione di Euro da investire prioritariamente a S.Albino proprio per migiorare almeno un po' la situazione di un quartire privo di qualsiasi servizio e soffocato dal traffico di Viale Industrie - promessa esplicita e pubblica dell'Assessore Lamperti). Ebbene il risultato delle promesse per ora è la completa cementificazione dell'area a nord del quartiere, l'alienazione di pochi fazzoletti verdi rimasti, la totale assenza di indicazioni serie sulle compensazioni Elesa. Nessun intervento per contrastare il progressivo e ormai quasi totale svuotamento della vita sociale del quartiere, ridotto a dormitorio, privo di qualsiasi servizio e di qualsiasi intervento per contrastare la solitudine degli anziani, l'abbandono a sé stessi dei giovani e per favorire l'integrazione dei molti straneri attratti da affitti un po' meno esosi di quelli di Milano.
Anche la Consulta di S.Albino ha preso atto del totale disinteresse delle nostre istituzioni tanto che gli ultimi due coordinatori (persone motivate e capaci) si sono alla fine dimessi/e.
La nostra politica pare vivere ormai in un proprio mondo privilegiato e autoreferenziale dove anche il presunto progressismo si limita a manifestarsi in campagne per i diritti di facile adesione e basso sacrificio e in eleganti spettacoli per pochi intimi colti e benestanti.
Paolo Teruzzi
Sant'Albino non fa parte di Monza?
Mappa dell'abbandono, delle barriere infrastrutturali e della desertificazione dei servizi nel Quartiere 10
Le 6 Ferite Aperte del Quartiere
- 1. Traffico e Inquinamento: Pressione costante sui margini del quartiere causata da arterie ad alto scorrimento, svincoli tangenziali e la storica vicinanza ad impianti industriali e di lavorazione ad alto impatto ambientale.
- 2. Consumo di Suolo a Nord: Erosione progressiva delle ultime aree agricole e degli spazi verdi residui a nord dell'abitato, sacrificati a nuove edificazioni e colate di cemento.
- 3. Assenza Totale di Servizi Base: Desertificazione sociale e finanziaria: nel quartiere non è presente persino uno sportello Bancomat e manca perfino una rivendita di biglietti del bus.
- 4. Isolamento dei Trasporti (1 Ora per l'Ospedale): I collegamenti del Trasporto Pubblico Locale verso la Stazione FS sono insufficienti il viaggio al Polo Ospedaliero San Gerardo richiede fino a 60 minuti di percorrenza e cambi multipli per coprire pochi chilometri.
- 5. Centro Civico Abbandonato a Se Stesso: Assenza di investimenti economici e tecnologici ma soprattutto di progettazione e personale a disposizione per fare del presidio locale un vero polo di socialità, cultura e aggregazione giovanile.
- 6. Commercio di Vicinato Soffocato: I piccoli negozi di quartiere e le botteghe storiche, con la loro valemza anche di tipo sociale, sono stati progressivamente uccisi dalla proliferazione incontrollata di grandi ipermercati nelle immediate vicinanze.