Replichiamo, come Comitato per il Parco di Monza, con questo comunicato stampa all'articolo del Cittadino.
L’ERBA DEL CITTADINO E' SEMPRE LA PIU' VERDE
La ben nota testata locale, il Cittadino, pubblica il 27 ottobre 2016
un servizio – una pagina intera, nientemeno – sull’erba del Prato della
Gerascia, uno dei più nobili del nostro malcapitato Parco. L’articolo
vorrebbe fare il punto della situazione della citata superficie verde
dopo circa un mese dai concerti di Ligabue che la hanno bruttata e
sfigurata. L’estensore del pezzo parla (sic) di un “check up”, fatto non
si sa da chi e con quali qualifiche. Dal testo risulterebbe che a fare
delle verifiche sia stato lo stesso autore del pezzo. Nel caso,
riteniamo che i controlli siano stati svolti in maniera molto parziale.
Le foto scattate questa settimana coprono solo una piccola porzione
della Gerascia. Le istantanee mostrerebbero, parere del cronista, che il
Prato ha recuperato le sue condizioni normali.
Alcune precisazioni
si impongono. Le foto sono state scattate in una delle zone meno
danneggiate. Un giro di ricognizione appena più approfondito avrebbe
rivelato come la situazione non sia per niente cambiata da settembre ad
oggi. Molte porzioni del Prato sono ancora ridotte a deserto: le stesse
di settembre, e non solo nella zona del palco. Le foto che alleghiamo,
scattate ieri (28 ottobre 2016) sono più che esaustive. Il cronista
improvvisatosi agronomo ha altresì esaminato malamente financo le
superfici da lui, si fa per dire, battute. Un’occhiata alle foto che
accompagnano l’articolo rivela danni ben riconoscibili. Si tratta
insomma di un’autorete delle peggiori per il nostro anzi il loro.
Ma
c’è di più. In ambito scientifico – e il nostro Comitato per il Parco
ha sempre avuto, pur nella passione che ci contraddistingue, un
approccio di questo tipo – per confutare una tesi ci vogliono solide
dimostrazioni, ben ancorate a dati di campo. Dalla relazione
dell’agronomo professionista da noi contattato e pagato (sforzo comunque
non indifferente per un gruppo di volontari) possiamo ricavare alcuni
punti molto importanti. Il tecnico, dott. Vavassori, spiega come “I
grandi prati rustici dei parchi storici sono una testimonianza di spazi
ordinati ed intenzionalmente previsti nelle opere della grande
architettura, benché considerati “arte minore” in ordine alle
caratteristiche strutturali e costruttive, ma pure una testimonianza di
costume e lavoro nell’ordinamento del paesaggio rurale.”
E la
Gerascia appartiene a pieno titolo alla categoria dei prati storici –
con buona pace del Cittadino e dello stesso sindaco Scanagatti –. Un
sistema delicato che, sottolinea Vavassori, ha “subito danni gravi nella
manifestazione del 2 giugno e si evidenzia che il luogo non è idoneo
alla fruizione intensiva ospitando eventi ad elevata presenza ed
attività di movimento di persone e mezzi meccanici localizzato. Per un
uso finalizzato a manifestazioni ed eventi ad elevata frequentazione, in
cui si prevedono anche circa 100.000 persone, è prevedibile la perdita
definitiva ed irreversibile del manto erboso storico attuale e le specie
erbacee in esso conservate. Il Parco può ospitare la ordinaria
fruizione pubblica, diffusa e non usurante localmente, soprattutto dal
passaggio di automezzi.”
E’ stato, purtroppo, buon profeta
l’agronomo. Il Prato della Gerascia è – come dalle foto da noi scattate
il 28 ottobre 2016 – tuttora fortemente danneggiato nella sua integrità,
a causa delle serate di Ligabue. Il recupero pieno necessiterà di un
lungo periodo: qualche anno, spiegano gli esperti. Anche dove si è avuta
una parziale ripresa, va notato che l’associazione vegetale (l’insieme
delle specie erbacee) è impoverita in varietà e non ancora consolidata.
Oltre al danneggiamento e alla cancellazione della cotica erbosa, vanno
elencati il compattamento del suolo e l’interramento di piccoli rifiuti
dal lungo tempo di smaltimento in natura.
L’articolo del Cittadino
difetta in maniera invero imbarazzante di qualsivoglia conato di
scientificità. Il “non pare stia malaccio (il prato n.d.r.)” che
conclude l’articolo fa fare brutta figura all’autore e rende un pessimo
servizio ai lettori. Un servizio macchiato da sgrammaticature nel metodo
e da conclusioni completamente lontane dalla realtà. Esiste, ahinoi, un
vizio originale, alla fonte. Già in occasione delle esibizioni di
Ligabue, il Cittadino ha avuto modo di attaccare in modo invero
sorprendente e fuori luogo le nostre istanze. Sono arrivati a far
balenare l’idea che noi avessimo ritoccato le foto con lo scopo di
ingigantire i danni. Partendo da questa prospettiva appare chiaro come
l’articolo di questa settimana di inserisca in un disegno più ampio
volto a screditare le associazioni che si battono per la difesa di un
bene pubblico quale il Parco. Questo atteggiamento risulta più che
censurabile. E stiamo in effetti valutando la possibilità di muoverci
per vie legali.
Patrizia Ronchi