IL SILENZIO DEGLI ALBERI
Lettera aperta ai cittadini di Monza
Monza sta cambiando.
Lo vediamo ogni giorno: cantieri che avanzano, progetti che si moltiplicano, alberi che scompaiono.
Eppure, in mezzo a tutto questo rumore, c’è un silenzio che fa più male di tutti: il silenzio degli alberi.Gli alberi non parlano.
Non protestano, non votano, non partecipano ai tavoli urbanistici.
E proprio per questo, troppo spesso, vengono ignorati.
Il loro silenzio è la loro condanna: una città che non ascolta il verde finisce per consumarlo, pezzo dopo pezzo, finché non resta che cemento dove un tempo c’era vita.
A Monza questo silenzio è diventato assordante.Negli ultimi anni abbiamo visto boschi urbani cancellati, filari abbattuti, aree verdi sacrificate per far posto a nuovi progetti industriali.
Un albero impiega decenni per crescere, consolidarsi, diventare parte di un ecosistema.
Un progetto edilizio impiega mesi per cancellarlo . Il tempo della natura non è il tempo dell’uomo.
E quando si decide di tagliare un albero, non si compie solo un gesto tecnico:
si compie una scelta che ricade su chi verrà dopo di noi.
Una scelta che supera il mandato di chi la firma.
Una scelta che modifica il clima, la qualità dell’aria, la vivibilità della città.
Monza sta diventando più calda, più rumorosa, più fragile.
Ogni albero abbattuto è un pezzo di futuro che se ne va:
meno ombra, meno ossigeno, meno biodiversità, meno bellezza.Gli alberi non hanno voce.
Ma hanno conseguenze.E la loro “vendetta”, se vogliamo chiamarla così, non è immediata ma inevitabile:
temperature più alte, suolo più secco, piogge più violente, aria più pesante.
Tutto questo accade mentre gli alberi restano lì, immobili, incapaci di difendersi. Ma noi sì.
Noi possiamo difenderli.
Noi possiamo parlare al posto loro.Una città che protegge i suoi alberi non fa un gesto romantico : fa un gesto di sopravvivenza urbana.
Significa progettare con il verde, non contro il verde.
Significa capire che un bosco cittadino non è un ostacolo, ma un patrimonio.
Significa ascoltare i cittadini che chiedono più parchi e meno cemento.Monza ha una storia di bellezza, di natura, di parchi che il mondo ci invidia.
Non possiamo permettere che questa identità venga consumata in silenzio.Questa lettera è un invito.
Un invito a fermarsi, a guardare, a capire.
A ricordare che una città senza alberi è una città senza futuro.
Gli alberi non hanno voce.
Ma noi sì.
Usiamola.
#ilsilenziodeglialberi