Nel mese di ottobre 2026, la Procura della Repubblica di Milano (con il Pubblico Ministero Paolo Storari) e l'Arma dei Carabinieri hanno coordinato un'operazione giudiziaria che ha portato all'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dalla GIP del Tribunale di Milano, Lorenza Pasquinelli.
La misura cautelare riguarda l'incendio doloso di vaste proporzioni che il 18 ottobre 2025 ha distrutto il capannone dell'autodemolitore New Crimo (o Crimo), situato a Monza in viale delle Industrie.
I punti cardine emersi dalle indagini comprendono:
Esecutori materiali e provvedimenti:
L'ordinanza individua come esecutore materiale Rosario Pardea, soggetto ritenuto legato alle consorterie 'ndranghetiste del Vibonese. Insieme a lui risulta indagato un presunto complice, attualmente irreperibile sul territorio nazionale in quanto all'estero. Imputazione contestata: Il reato contestato è di concorso in incendio doloso gravemente aggravato dal metodo mafioso.
Movente e dinamica relazionale: Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'atto incendiario si configura come un'azione punitiva e intimidatoria. L'intimidazione sarebbe scaturita da contrasti maturati a seguito di vicende giudiziarie pregresse per truffa e riciclaggio, nelle quali i titolari dell'attività (Pietro Mottadelli e il figlio Yuri) avevano scelto di collaborare con i magistrati fornendo ammissioni di responsabilità.
L'incendio avrebbe quindi rappresentato una ritorsione esemplare volta a sanzionare il presunto "tradimento" della linea di omertà.