L'estate 2026 entra nella storia climatica della Brianza come la più calda mai registrata. A dirlo sono i dati raccolti dalla stazione meteorologica di Seregno negli ultimi 26 anni: tra maggio e settembre si sono contate 81 notti tropicali , con temperatura minime superiori ai 20 gradi, contro una media di 42. E i giorni con temperatura massime oltre i 30 gradi sono arrivati a 86 , quasi il doppio della media storica di 45. La temperatura massima dell'estate si è fermata a 37,3 gradi .
Il quadro emerge dal nuovo bollettino meteo-climatico di Brianzacque , realizzato dall'Ufficio Pianificazione, Modellazione e Autorizzazioni con il supporto scientifico del professor Alessandro Ceppi. Un'estate dunque caratterizzata non soltanto da picchi di calore, ma anche da temperature notturne eccezionalmente elevate. Le 81 notti tropicali rappresentano infatti un nuovo record, superiore anche alle 70 registrate nel 2022.
A rendere ancora più significativo il dato brianzolo è l'alternanza tra lunghi periodi caldi e fenomeni meteorologici particolarmente intensi . Giugno ha fatto registrare precipitazioni superiori alla norma, concentrate soprattutto durante alcuni episodi temporalischi. Luglio, invece, è stato caldo e secco e ha avuto il suo episodio più violento nella grandinata del 17 luglio, che ha interessato diversi comuni della Brianza. Nelle zone di Cesano Maderno e Bovisio Masciago i chicchi hanno raggiunto dimensioni comprese tra gli 8 ei 10 centimetri.
Anche agosto ha mantenuto temperature elevate ed è stato segnato da temporali intensi. In particolare, quelli del 20 e del 28 agosto hanno portato precipitazioni abbondanti, forti raffiche di vento e danni al patrimonio arboreo. Fenomeni che hanno aggiunto un altro elemento a un'estate già protetta da condizioni climatiche fuori dalla norma.
Il quadro Italiano
Il disco brianzolo si inserisce in un quadro più ampio. In Italia, secondo il bollettino, l'estate 2026 è stata la più calda dall'inizio delle osservazioni meteorologiche, con effetti particolarmente marcati nel Nord del Paese. Al caldo persistente si aggiunge una significativa carenza di precipitazioni che ha messo sotto pressione il sistema idrico del bacino padano.
A pesare sono stati anche la fusione anticipata della neve sulle Alpi, la concessione delle portate dei fiumi e l'elevata evapotraspirazione, cioè la perdita di acqua dal suolo e dalla vegetazione. Una combinazione che ha favorito condizioni di siccità, aumentato lo stress per gli ecosistemi e reso più vulnerabile i territori al rischio di incendi boschivi.
La situazione in Europa
Il fenomeno non riguarda però soltanto l'Italia. I dati del programma europeo Copernicus indicano che l'estate boreale 2026 è stata, a livello mondiale, la più calda mai registrata al 2024, con una temperatura media di 0,69 gradi superiore a quella del periodo di riferimento 1991-2020.
Anche l'Europa ha vissuto una stagione eccezionale. La temperatura media è risultata 1,17 gradi sopra la media climatica , facendo dell'estate 2026 la terza più calda mai osservata sul continente. Il dato sale ulteriormente nell'Europa occidentale, dove la stagione si colloca al primo posto, con anomalie particolarmente marcate in Francia e Spagna.
Dai dati brianzoli a quelli europei emergono così un quadro comune, caratterizzato dall'aumento delle temperature e dalla maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi. Per Brianzacque si tratta di segnali che hanno conseguenze concrete anche sulla gestione dell'acqua, sulla pianificazione del territorio e sulla capacità delle comunità locali di affrontare periodi di caldo prolungato, siccità e precipitazioni intense.
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