il blog da 11/2/2026

Il blog (già blog del Comitato di quartiere S.Albino S.Damiano) torna ad essere un blog personale. Non riesco più a partecipare alle riunioni per motivi essenzialmene di salute. Continuerò a pubblicare notizie di interesse per i due quartieri (comprese ovviamente eventuali comunicazioni del Comitato). Grazie Paolo Teruzzi

SEGUI GLI AGGIORNAMENTI AUTOMATICI

LEGGI NELLE COLONNE DEL BLOG GLI AGGIORNAMENTI QUOTIDIANI SU MONZA; SOTTO TROVI IL LINK A AGGIORNAMENTI QUOTIDIANI SU NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI; SU ECOLOGIA E TUTELA AMBIENTE; SU EDUCAZIONE, LAVORO SOCIALE, CULTURA. Il meglio di un' edicola a tua disposizione! In fondo ad ogni prima pagina di aggiornamenti clicca su "ALTRI" per vederli tutti.

BOSCO DELLA MEMORIA - ANCHE SANT' ALBINO NON DIMENTICA

Recentementte il nostro capo del governo ha affermato che le vittime delle Fosse Ardeatine sarebbero state uccise solo perché italiane. Ma la gran parte di loro è state trucidata perché si trattava di ebrei e di oppositori del fascismo. Semmai tocca ricordare che anche gli aguzzini fascisti e filonazisti erano italiani. Ora la seconda carica dello Stato (la democrazia nata dalla Resistenza) fa intendere che i  veri colpevoli sarebbero stati i partigiani che in Via Rasella avrebberro attaccato una innocua banda musicale. In realtà era un atto di guerra contro gli occupanti nazisti, realizzato a rischio della vita, sollecitato anche dagli alleati americani che erano alle porte del Lazio. La citata banda era un reparto di altoatesini (italiani) aggrergati alle SS naziste, già distintosi in rastrellamenti, violenze e torture. 

Evidentemente costoro non sanno prendere davvero le distanze da quelli che sono stati in passato (ma non lo sono ancora?) i loro riferimenti storici, culturali e politici. 

Intanto noi commemoriamo le tante vittime innocenti fra cui anche santalbinesi. 



                                        Luigi Montrasio, di S.Albino, deportato e morto a Gusen

                                         La testimonianza di Lorenzo Citterio, nipote di Luigi Montrasio






















Dal treni, lì dietro, i deportati gettavano "pizzini" per dare notizia ai loro parenti