Riportiamo uan notiziia importante per il quartiere
Venerdì 29 Maggio 2026 / h 16:30 / Via Ercolano, Monza
PRESIDIO CONTRO LA MASPEROTECH SRL - CONTRO LA GUERRA E CHI LA PRODUCE
𝗠𝗼𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝗰𝗲 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮
Il 29 maggio 2026 è chiamato un nuovo sciopero generale per la Palestina e contro la guerra. Abbiamo deciso di declinare questa giornata a livello locale andando fuori dalle mura della Masperotech s.r.l. a Monza. La sua attuale sede , il cui nome è diventato sempre più noto, si trova nel quartiere periferico e popolare di Sant' Albino dal 2005, nonostante l'azienda abbia compiuto più di 100 anni dalla sua nascita.
𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝗰𝗲 𝗠𝗮𝘀𝗽𝗲𝗿𝗼𝘁𝗲𝗰𝗵?
Questa ditta da 130 milioni di fatturato all'anno si occupa di forgiatura a caldo di leghe non ferrose (alluminio, rame, titanio ed altri). Questi sono materiali leggeri e molto resistenti, ideali per molteplici campi di applicazione, tra cui quello militare. Infatti come si legge nella "Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, riferita all'anno 2025" presentata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri lo scorso 25 marzo, nel 2025 Masperotech ha richiesto di esportare componenti militari per un totale di più di 1 milione e mezzo di euro. Tra i paesi coinvolti Francia, Germania e ovviamente anche Israele ( 336.101 euro di valore delle transizioni dichiarate solo nel 2025).
Nonostante il CEO dell'azienda Ongis abbia recentemente dichiarato pubblicamente che "solo" lo 0,6 % del loro fatturato è legato al settore della difesa, consultando il documento si legge che tra le autorizzazioni emesse ci sono "coni in rame per munizioni da guerra", "corpi in alluminio impiegati per armi da guerra", ruote e componenti per carri armati ( e questi sono solo alcuni esempi).
𝗟𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗮
Se a pensar male si fa peccato ma si ha ragione, non è necessario essere del mestiere per dedurre che la recente decisione di ampliare abbondantemente l'estensione della ditta (costruendo su un terreno agricolo libero di oltre 45000 mq) e i tempi di guerra nei quali siamo immersi siano due facce della stessa medaglia. Infatti come tutti i membri della NATO anche il Governo Meloni ha approvato l’impegno a destinare il 5% del PIL alla spesa bellica entro il 2035. La guerra è un gigantesco motore economico e investire sui conflitti è da sempre un buon affare che avvantaggia pochi a scapito di molti, che siano le persone lontane che si vedranno bombardate anche grazie alla Masperotech, o gli abitanti di un quartiere monzese che si vedranno sottratto uno dei pochi lembi di terreno libero rimasti in città.
Di fronte alla propaganda subdola di chi vuole far passare la corsa al riarmo come un "male inevitabile" in questi tempi di emergenza che sembra essere perenne, non possiamo che rispondere con determinazione alla proposta di sciopero generale contro la guerra: il nemico è in casa nostra.
A fianco della Palestina e di tutti i disertori. Contro la guerra e chi la produce!
Rete Lotte Sociali MB