il blog da 11/2/2026

Il blog (già blog del Comitato di quartiere S.Albino S.Damiano) torna ad essere un blog personale. Non riesco più a partecipare alle riunioni per motivi essenzialmene di salute. Continuerò a pubblicare notizie di interesse per i due quartieri (comprese ovviamente eventuali comunicazioni del Comitato). Grazie Paolo Teruzzi

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INFRASTRUTTURE LOMBARDE E VILLA REALE

In questo articolo su Repubblica si parla anche della Villa Reale di Monza.

FORMIGONI, MARONI E L'ECCELLENZA LOMBARDA

il titolo è mio; le note sono di Laura Marinaro, giornalista impegnata contro la corruzionee Lucia Castellano, ex direttore del Carcere di Opera
Consulenze per Expo da 210 milioni di euro. Appalti truccati per l'Ospedale San Gerardo di Monza e chissà quanti altri furti di futuro e concorrenza. Nessuno scambio di tangenti ma "solo" mantenimento di potere e amicizie. Questo il sistema messo a punto da Infrastrutture Lombarde, un sistema che politicamente era retto dal "vecchio" establishment della Regione Lombardia. ma che il nuovo non poteva ignorare. Milioni e milioni di euro di furto di concorrenza e futuro e chances lavorative. Questo è il costo della corruzione per noi cittadini che paghiamo le tasse. Ribelliamoci!



Cari amici,
evidentemente non c’è soluzione di continuità tra le passate legislature e l’attuale. Se la Giunta Formigoni non fosse caduta l’anno scorso, sarebbe capitolata oggi sotto l’ennesimo scandalo giudiziario. Che ora chiama in causa il presidente Maroni a risponderne politicamente.
Il governatore deve chiarire al più presto le circostanze delle dimissioni di Antonio Rognoni da direttore generale. E poi deve spiegarci come intenda gestire la società ora che l’indagine rischia di bloccare i lavori per Expo, mettendo a rischio la riuscita dell’evento. Ma soprattutto ci dica se e come pensi di ristrutturare le aziende regionali, a partire proprio da Infrastrutture Lombarde che ha finora amministrato un ingente patrimonio finanziario della collettività senza la necessaria trasparenza.
Per questo, insieme al Pd, abbiamo chiesto formalmente al presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo che Maroni sia in Aula martedì prossimo, per rendere conto all’assemblea di quanto accaduto e di quali provvedimenti voglia adottare per il futuro della partecipata, anche in vista di Expo.

Clean City - Mazzette sui rifiuti a Monza. Pochi vogliono patteggiare




di Stefania Totaro da il Giorno

ULTIME MANOVRE giudiziarie per l’inchiesta «Clean City».
A tre mesi dall’ondata di arresti sugli appalti pubblici per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in odore di mazzette fervono le mosse finali alla Procura di Monza per i 44 imputati a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta pubblica, truffa aggravata ai danni di ente pubblico ed emissione di fatture false. Stamattina verrà discusso il ricorso presentato al Tribunale per il Riesame delle misure patrimoniali di Monza dalla difesa di Antonio Esena, il geometra ex responsabile del settore manutenzione del Comune di Monza nei cui confronti i pm Salvatore Bellomo e Giulia Rizzo hanno ottenuto un sequestro equivalente alle mazzette che secondo l’accusa il funzionario ha intascato dall’impresa Sangalli. Intanto sembra allontanarsi l’ipotesi di patteggiamento per altri funzionari pubblici coinvolti. L’unica ad avere finora concordato un patteggiamento a 3 anni è la ex dirigente del Comune responsabile del settore Ambiente Gabriella Di Giuseppe, mentre l’allora presidente della commissione Ambiente Antonio Gabetta, a cui i pm hanno fatto la stessa proposta di pena senza sospensione condizionale, starebbe valutando di chiedere il rito abbreviato così come ha già deciso Antonio Esena. Non ha intenzione di accettare un patteggiamento a 3 anni di reclusione neanche il dimissionario consigliere della Provincia di Monza Daniele Petrucci. Potrebbe quindi assottigliarsi di molto la lista dei patteggiamenti inizialmente prevista. Resta confermato però che concorderanno la pena gli imputati principali di questa inchiesta, Giancarlo Sangalli e i figli Daniela, Patrizia e Giorgio (per le posizioni più pesanti del padre e di Giorgio la difesa sta cercando con contatti quasi quotidiani con i pm di «limare» il patteggiamento, previsto comunque al di sopra dei 4 anni di reclusione) e anche l’ex assessore monzese Pdl all’Ambiente e al Patrimonio Giovanni Antonicelli, che è reo confesso per l’accusa di corruzione ma non per quella di voto di scambio dell’inchiesta «Briantenopea» per cui è stato condannato a 14 anni e mezzo Peppe ’o Curt.
stefania.totaro@ilgiorno.net