il blog da 11/2/2026

Il blog (già blog del Comitato di quartiere S.Albino S.Damiano) torna ad essere un blog personale. Non riesco più a partecipare alle riunioni per motivi essenzialmene di salute. Continuerò a pubblicare notizie di interesse per i due quartieri (comprese ovviamente eventuali comunicazioni del Comitato). Grazie Paolo Teruzzi

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Alcuni nostri commenti al primo video di "PartecipiAMO per il quartiere - Quartieri, comunità e territorio nella città contemporanea"

Un bel corso di formazione per le consulte. Leggete tutto lo scritto, se potete. Ma sposto qui quella che era in origine la conclusione dello scritto.

Per chiudere rimane purtroppo la finale considerazione del fatto che di questi corsi di formazione avrebbero  bisogno in primis le Amministrazione pubbliche che da sempre mostrano una certa cecità rispetto alle dinamiche spersonalizzanti che trasformeranno sempre più le periferie (come S. Albino) in quartieri dormitorio con consistente rischio di degrado, solitudine e abbandono. Amministrazioni che da tempo si affidano a bandi e progetti legati a finanziamenti a termine anziché sforzarsi di mettere in atto politiche stabili.

CQSASD    




Approfittando dell'influenza mi sono deciso ad ascoltare questo video di Metodi, una agenzia che su mandato del Comune di Monza si occupa di promuovere una partecipazione più consapevole alla vita pubblica. Mi riservo di rivedere il filmato con più calma ma per ora vorrei proporvi alcune delle tesi che ho trovato più interessanti. In primo luogo l'insistenza sul bagaglio storico dei quartieri. Ogni quartiere ha una storia che ha radici molto specifiche e lontane nel tempo. Ognuno poi, a seconda dell'età e della provenienza può avere una propria storia del quartiere. Spesso tale divergenza di vedute emerge nelle discussioni della Consulta di S. Albino senza trovare un punto d'incontro più meditato e consapevole. C'è uno zoccolo duro di anziani che hanno memoria di una struttura del quartiere che probabilmente non esiste più da tempo e che gli altri giustamente faticano a cogliere. Ma  questa storia si muove ancora in modo sotterraneo e produce ancora i suoi effetti. Si pensi al fatto che la sede centrale della Parrocchia ora non è più né a S. Albino né a San Damiano (territori della Parrocchia) ma a Brugherio. Idem per la Scuola media De Filippo, nata come scuola consortile per i giovani di S.Albino e San Damiano per evitare loro trasferimenti quotidiani in bus nei due centri capoluogo. O come la banda. La consapevolezza di tale storia potrebbe però anche fornirci nuove risposte per rinsaldare almeno in chiave difensiva e rivendicativa i legami fra quelli che ora sono entrambi due quartieri periferici divisi solo dal Canale Villoresi e dai confiniamministrativi. Tra l'altro solo in parte visto che una parte sia pur minoritaria di S.Albino dipende da Brugherio e non da Monza. 
S.Albino, a dire la verità è stato fino ai primi decenni del 1900 costituito da piccoli nuclei di abitazioni "centrali" e di cascine periferiche suddivise fra ben 4 amministrazioni comunali diverse (Monza, Concorezzo, Brugherio e Agrate). Questo non poteva non  aver conseguenze su un tessuto sociale che ha sempre faticato a trovare un comune punto di aggregazione. Ai primi del 1900 è sorto il Circolo De Amicis di ispirazione socialista che ha aggregato i laici. Ma da sempre l'elemento cardine della collettività è stata la Parrocchia. E già a questo punto si innesca una problematica del tutto specifica del nostro territorio. Da sempre la Parrocchia, elemento primario della socializzazione è stata Parrocchia di S. Albino e San Damiano. Questo elemento ha da un lato creato una relazione strettissima tra le due comunità e prodotto tantissime emanazioni comuni (dalle società sportive alla Banda fino alla Scuola media consortile Eduardo De Filippo di Viale S. Anna). Ma ha anche creato conflitti politici che hanno impedito la creazione alla fine della seconda guerra di un comune unico. A quanto mi risulta la popolazione era assolutamente favorevole ma i politici "di Monza e di Milano" si opposero. Questa vicenda storica è nota ai "vecchi" ma poco nota a tutti color che hanno meno di 70 anni. Men che meno a chi è arrivato negli ultimi decenni. Questa diversa "storia" che ciascuno si porta dietro sfocia spesso anche in difficoltà di dialogo all'interno della Consulta.
Un altro elemento interessante è la denuncia della scomparsa di un "Terzo spazio". Il primo spazio è quello della vita privata. ll secondo è quello dei ruoli pubblici (banalmente, ad esempio il luogo di lavoro). Il terzo spazio è fatto invece di luoghi di incontro e di scambio in cui la gente può sedersi a chiacchierare, a passare il tempo assieme in modi disinteressato (e senza dover pagare, come avviene invece nei bar  o nei centri commerciali). Questa assenza di terzo spazio ha un impatto gravissimo considerando che ad es. a Milano il 52% delle famiglie è composta da una persona sola e che continua ad aumentare una fascia d'età molto elevata che ha evidentemente maggiori difficoltà di spostamento ecc. Queste considerazioni rivalutano un po' il senso del nostro spazio di "Scambio libri" che nato per un interesse primario di tipo culturale sta diventando sempre di più uno spazio informale di incontro per chi ha voglia di stare insieme a chiacchierare.

CQSASD
   

(41) PartecipiAMO per il quartiere - Quartieri, comunità e territorio nella città contemporanea - YouTube

BUIO PESTO A SANT'ALBINO

Riceviamo da molti cittadini segnalazioni come questa "Per l'illuminazione bisogna segnalare ad A5? Ieri sera verso le 22.15 tutto il tratto di via S.Albino dalla curva dopo il tabaccaio fino al semaforo incrocio via Adda era completamente al buio e anche via Marco d'Agrate nel tratto finale all'altezza dell'incrocio con via Guardini...buio pesto. Va bene che era Halloween e creava atmosfera, ma mi pare un po' troppo...

Per non parlare delle luci della piscina e del relativo parcheggio che sono al buio da tempo. Si rischia perfino l'investimento!



IL COMITATO SANT'ALBINO METTE I PUNTINI SULLE i


METTIAMO I PUNTINI SULLE i

Un membro della Consulta ci segnala un commento di Facebook che trovate sotto. Esso non meriterebbe particolari commenti. In primo luogo la persona usa uno pseudonimo, cosa da evitare sui social. Nel commento è espresso un comprensibile malumore per la scarsa attenzione delle nostre amministrazioni comunali (da sempre) per il quartiere di S. Albino. Cogliamo però l'occasione per una risposta a critiche sbagliate e per ribadire quali sono le diverse caratteristiche e funzioni di Consulta e Comitato di quartiere. 

La Consulta è un organismo istituzionale che il Comune ha aperto alla partecipazione di tutti i cittadini. Chiunque abbia voglia di portare la sua voce, compreso la signora del messaggio in oggetto può iscriversi e partecipare. Fin dall'origine ha un compito precipuo: l' organizzazione della festa di quartiere. Anche per contestare questo orizzonte troppo limitato il nostro comitato ha dato le dimissioni dalla consulta. Molti di noi però continuano a parteciparvi come cittadini attivi. Negli ultimi anni la coordinatrice della Consulta è stata appunto una appartenente al comitato. 

Il Comitato di quartiere S. Albino (CQSASD) è tutt'altra cosa: un comitato spontaneo e apartitico di cittadini (pochi, anzi troppo pochi) che da una quindicina di anni cerca di occuparsi del nostro quartiere e anche del limitrofo San Damiano che ha comunque molti interessi comuni. Partito dall'impegno di monitorare e tutelare lo sviluppo urbanistico ha esteso via via il proprio sguardo a tutto ciò che concerne il benessere dei cittadini del quartiere (tutela del territorio e della salute, lotta a traffico e inquinamento ecc. ecc.). Per fare solo qualche esempio esso ha avuto un ruolo primario nella realizzazione della ciclabile di Via Adda, del sovrappasso ciclopedonale ottenuto dopo la morte del giovane Simone Della Vella investito da un'auto. La battaglia contro l'inquinamento prodotto da Asfalti Brianza ci ha visto presenti fin dall'inizio e anche in tribunale.  Alla fine l'azienda inquinante ha chiuso. Abbiamo fortemente sostenuto la battaglia del compianto Tino Barzetti contro l'inquinamento del CEM di Viale Industrie cui il Comune di Monza alla fine non ha rinnovato l'affitto. Abbiamo denunciato un insediamento abusivo di TIR in Via Offelera per il quale due persone sono sotto giudizio. Abbiamo favorito la creazione dell' Orto Condiviso in Via Rossi . Ora cerchiamo di fare in modo che le cospicue compensazioni che Elesa deve pagare per ampliare su suolo agricolo finiscano in quartiere e non nel calderone monzese. In proposito ricordiamo a tutti che tutti questi soldi (quasi un milione di euro) potranno essere usati, per legge, solo in compensazioni a verde e ciclabili. Non si tratta dunque di uno sfizio di ambientalisti radical-chic. 

Ci siamo attivato contro l'incredibile "gaffe" del Comune che aveva recentemente deciso di affittare agli stessi proprietari di Asfalti Brianza un autolavaggio per camion in Via Adda. Attendiamo ancora notizie ufficiali.

La signora in oggetto lamenta lo scarso impegno del Comitato nella comunicazione. Solo in questi ultimi anni la versione più recente del nostro blog ha pubblicato ben 6.661 post che molto spesso sono stati ripresi dalla stampa locale e dal gruppo facebook "Sei di S.Albino e San Damiano se..." da noi creato come spazio di incontro e comunicazione per il quartiere. Le visite alla versione più recente del nostro blog (in precedenza ce ne sono state altre) sono ad oggi quasi 674.000

Da ormai sei anni teniamo aperto uno "Spazio libri" in cui ogni mercoledì dalle 16 alle 18 alcuni membri del nostro Comitato sono a disposizione di chi volesse prendere gratis libri da leggere o anche solo chiacchierare in compagnia. In questi anni abbiamo regalato migliaia di libri alle Scuole e a varie associazioni benefiche.

Abbiamo dedicato ore ed ore alla lettura e alla interpretazione di migliaia di pagine riguardanti le carte di Asfalti Brianza e soprattutto le questioni urbanistiche.

Certo non ci meraviglia un certo isolamento in cui ci troviamo. Siamo in una fase di crollo della socialità e le istituzioni non fanno abbastanza per contrastare questa deriva di isolamento individualistico. Ma riteniamo di aver dato al nostro quartiere un contributo d'impegno fin troppo generoso.

CQSASD